UNA CITTÀ INCLUSIVA, CHE NON HA PAURA DELLE COMPLESSITÀ E DELLE DIFFERENZE

di Tiziana Ciampolini e Samia Ben Amor

Durante la campagna abbiamo incontrato, nei territori, troppe persone che non hanno voce. Loro la voce ce l’hanno ma nessuno la ascolta.
Cittadini invisibili a causa di istituzioni e politica sorde.
Migranti, cittadini delle periferie, giovani.
Esclusi dalle scelte, esclusi dalle possibilità, esclusi dalle informazioni.
Come possiamo pensare ad una città capace di innovazione e sviluppo se sale sempre di più il numero di persone trasparenti?

Quello che oggi manca, a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica, è il riportare l’energia delle comunità dentro la politica: il più grande serbatoio di cambiamento si trova nell’attivismo civico.
Donne, uomini e cittadini migranti che attivano nei quartieri progetti che non trovano spazio nel perimetro politico e non trovano ascolto. In questo modo l’amministrazione opera completamente scollegata dalla realtà, dai propri cittadini e dai loro bisogni.

Per questo ci impegnano per una città inclusiva, una città che non ha paura delle complessità e delle differenze, che conosce e affronta i suoi conflitti e i suoi problemi, che valorizza le sinergie e accoglie le sfide.
Una città che inventa nuovi modi per l’uso pubblico e privato degli spazi, che realizza vere politiche di inclusione e che cura le modalità di partecipazione dei gruppi e di tutte le persone che vivono la città.
Vogliamo costruire una città a misura delle esigenze di tutti e di tutte.

L’inclusione dà un vantaggio competitivo: i territori più inclusivi sono più attrattivi.
Anche i territori più ricchi, se peccano di scarsa inclusività soffrono un’emorragia di cittadini e dunque, di conseguenza, di talenti che migrano verso aree più aperte, inclusive e accoglienti.
A questo scopo è fondamentale il ruolo delle aziende, chiamate a “farsi territorio”, contribuendo a migliorare la sicurezza e il benessere di lavoratori, lavoratrici, in un lavoro a quattro mani con le istituzioni.

È fondamentale mettere a sistema risorse ed energie preziose, facendone leva generatrice di benessere e sviluppo sostenibile, per evitare che una parte importante del nostro territorio e delle nostre comunità sia lasciato indietro.

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